[Dossier] Un caso particolare: essere consigliera comunale romena a Piscina di Pinerolo
Data: 11.01.2010
A cura di Matteo ScaliPer lei la politica è fare servizio. Lo puntualizza nel momento in cui affrontiamo le tematiche amministrative del piccolo comune di Piscina di Pinerolo (3362 abitanti al 31 dicembre 2008) in cui è stata eletta consigliera comunale lo scorso 6 giugno. E' stata la più votata dopo il sindaco, viene dalla Romania, cita la Costituzione Italiana e ha le idee chiare sulla sua scelta di impegnarsi attivamente nella politica locale. "Trovandomi in Italia da diversi anni ho sperimentato in prima persona quanto sia difficile prendere parte attiva alla vita pubblica di questa mia nuova terra".
Alina Toderici è in Italia da 13 anni, dopo aver sposato il suo attuale marito, cittadino italiano. In provincia di Torino, come altrove, nei piccoli paesi erano poche e molto definite le figure guida, influenti anche sulla politica ocale: il maestro, il prete, il medico. È probabilmente anche questo il caso di Alina Toderici, eletta consigliera comunale anche per via della propria professione, che le ha permesso di conoscere profondamente persone diverse da lei in una terra che non era la sua.
Oggi lavora come segretaria in uno studio medico del paese e questo, ammette, è stato uno dei fattori che hanno influito sulla sua elezione. Un lavoro a contatto con i pazienti che in questo modo hanno potuto conoscere la persona, il suo lavoro e le sue sensibilità. Sensibilità che la Consigliera Toderici ha riportato nel suo cammino politico all'interno dell'Amministrazione, mettendo a frutto gli studi da infermiera professionale e il percorso lavorativo ed occupandosi degli aspetti legati alle politiche sociali.
Sono stati cinque i consiglieri comuniali romeni eletti il 6 giugno scorso nei consigli comunali italiani. Un numero piccolo se lo si affronta in termini assoluti, ma che diventa enorme se considerato dal punto di vista simbolico. Non si tratta infatti di un mero elenco di nomi e ma si tratta della punta di iceberg di una realtà ormai consolidata in tutta la Penisola: la presenza stabile di una comunità romena attestata intorno al milione di presenze. Un corpus elettorale decisamente ampio, con diritto di voto per le elezioni comunali e con un'attività politica per lo più passiva, limitata, quando presente, all'esercizio del diritto di voto. Ci sono poi i casi come Alina, che decidono di impegnarsi attivamente nella vita amministrativa italiana, con un occhio rivolto alla politica del paese di provenienza.
--Ascolta l'audio dell'intervista
La nostra chiacchierata inizia proprio dalla sua elezione Perchè una persona che arriva dalla Romania decide di impegnarsi in un'amministrazione pubblica italiana?
Trovandomi in Italia da diversi anni ho sperimentato in prima persona quanto sia difficile prendere parte attiva alla vita pubblica di questa mia nuova terra. Ho incontrato ostacoli e pregiudizi, ma ho anche incontrato delle persone che mi stimano e mi hanno aiutato ad intraprendere questo cammino. Parlo di cammino perchè nella scorsa tornata elettorale la popolazione di Piscina mi ha scelta a rappresentarla in qualità di consigliere comuale. Le mie inclinazioni e i miei studi, infermiera professionale, mi hanno portato ad impegnarmi nelle tematiche siciali. Di qui è partita la volontà di impegnarmi al servizio della gente e del bene comune.
Lei è arrivata 13 anni fa in Italia. In quel momento quali erano le sue aspettative? Perchè è venuta in Italia?
Io sono venuta per seguire l'amore. Mio marito è italiano e per me all'inizio è stato questo. Poi certo, arrivando io dalla Romania in Italia, un paese occidentale, le aspettative erano grandi. Con mio marito siamo stati fidanzati per due anni e poi abbiamo deciso di sposarci. Dopo l'amore viene il lavoro, e poi abbiamo cercato di integrarci nel paese.
La popolazione di Piscina come l'ha accolta?
Per fortuna appena sono arrivata ho subito trovato un lavoro come segretaria in uno studio medico. Posso dire che mi hanno accolta molto bene. A Piscina, a differenza di altri paesi, gli stranieri sono molto rispettati. Non esistono cittadini di serie A o serie B. Siamo tutti piscinesi e viviamo in armonia.
La sua elezione è stato un caso abbastanza particolare. Ultimamente abbiamo assistito a livello del dibattito nazionale, a polemiche e prese di posizione molto dure, soprattutto dopo che la Romania è entrata a far parte dell'UE. Questo dibattito, anche qui, in una piccola parte della Provincia di Torino, come è stato sentito? Ha influito sulla sua volontà di impegnarsi nella politica cittadina?
Magari un po' si. Io sono romena, cittadina europea, e dal 1° gennaio 2007 non sono più extracomunitaria. Sono consapevole che non sempre le persone straniere sanno farsi apprezzare. Molte volte pero' le cronache, per la verità alquanto strumentalmente, enfatizzano aspetti critici relativi ai comportamenti degli immigrati. Spesso si preferisce alimentare sentimenti come la paura, che, invece di favorire l'integrazione, producono sospetto e diffidenza. Detto questo io credo che sia molto importante, facendo riferimento allo spirito della costituzione, sottolineare come accanto ai diritti emergano alcuni doveri. Si chiede ai cittadini stranieri di lavorare e rispettare le leggi italiane. Questo deve essere il primo degli impegni assunti da chi vuole vivere in Italia.
Quanto ha influito la sua professione, legata alla relazione con le persone, nella conoscenza della persone e non dell'etichetta “romena”. Certi tipi di lavori possono facilitare la conoscenza dell'altro e quindi la sua vita politica?
Sicuramente avrà influito. Però in genere i pazienti mi fanno i complimenti e mi dicono che sono gentile, che so ascoltarli. Quindi sicuramente avrà influito anche questo.
Recentemente c'è stato il ballottaggio per le presidenziali in Romania. I dati parlano di una forte partecipazione dei romeni in Italia e Spagna, voti determinanti per l'elezione di Basescu. Quanto legame rimane con la politica della Romania?
Mi permetta di essere spiritosa. Appena sono finite le elezioni, la sera prima di andare a dormite abbiamo avuto un presidente. Al mattino era al contrario. Lo so che Basescu ha vinto all'estero perchè ci ha mandato sempre messaggi forti ed è stato sempre vicino ai romeni residenti all'estero. Per questo è stato aiutato da loro. Vorrei fare un augurio al nuovo presidente di governare la Romania in grande serenità e di arrivare ad un traguardo migliore.
Che tipo di analisi si puo' fare sul voto dei romeni all'estero? Nella tornata del 6 giugno la percentuale di romeni al voto alle amministrative e alle europee è stata molto inferiore a quella dei votanti per le presidenziali in Romania. Secondo lei influisce solo il fatto che ci fosse un presidente sentito come vicino o c'è anche una difficoltà ad avere due impegni politici, uno in Italia e uno in Romania? [1]
Secondo me è proprio questo lo sbaglio. Bisogna andare a votare perchè l'integrazione parte proprio di qua. Io dico ai miei connazionali di andare a votare ogni volta che ci sarà l'occasione. Devono scegliere il presidente romeno, gli europarlamentari... devono andare a votare.
Parliamo di questi primi mesi di amministrazione. La vita amministrativa è cominciata da pochi mesi ed è presto per i bilanci. Per ora come si trova in questo ruolo?
Posso dire che essendo la mia prima esperienza politica mi trovo benissimo perchè la nostra forza è il lavoro di gruppo. Noi lavoriamo in gruppo e il modo migliore con cui affrontiamo ogni tematica è basato sul continuo ascolto e confronto prima di prendere decisioni. Solo così possiamo confrontarci per un buon funzionamento della nostra amministrazione. Dobbiamo adoperarci per trovare le soluzioni ai problemi del paese.
I miei colleghi sono molto gentili. Il sindaco Edda Basso mi è stata molto vicina, mi ha insegnato tante cose. Lo so, sono all'inizio e dovrò imparare tanto, ma una cosa ho capito: la politica è servizio, quindi a fare politica non è altro che amministrare non per noi stessi ma per altri.
Quali sono state le maggiorni difficoltà e i pregi di questo percorso?
I pregi... quando parlavo con le persone dicendogli che facevo parte della lista civica “Noi per Piscina”, mi hanno dimostrato il loro affetto e quando ho spiegato loro i progetti, le persone si son dette d'accordo e mi hanno appoggiato. Le difficoltà sono giunte da qualche persona della minoranza che aveva impostato la campagna elettorale su cose non vere, su menzogne. Poi la gente ha deciso con serentià e ha votato chi gli dava più fiducia. La gente vuole i fatti, non le parole. Altre difficoltà non ci sono state.
Si è dovuta scontrare con pregiudizi legati alla sua provenienza?
Non tanto, per fortuna, perchè la gente mi conosceva come Alina. Mi conosce quasi tutto il paese e quindi direi di no.
A Piscina esiste una comunità romena, se si quanto è grande e come si è comportata durate questo voto?
A Piscina c'è una grane comunità romena. Alle elezioni comunali su 87 persone, compresi i bambini, solo 58 romeni si sono iscritti alle liste elettorali. Di queste, 33 sono andate a votare e per me hanno votato 19-20 persone e quindi dovrei mettere un punto interrogativo su tutto ciò.
Lei è stata tra l'altro la più votata nella lista e quindi c'è stata anche la somma dei vari voti. È stata una vittoria costruita attraverso l'integrazione dei voti...
Si, dopo il sindaco Edda Basso, sono stata la più votata. Quindi una ventina di voti da parte dei miei connazionali e il resto da parte dei cittadini di Piscina.
[1] Cristian Gaiță, Românii din Italia și Spania au decis președintele României, 7 Dicembre 2009, Adevarul online
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