Segnalazioni editoriali (ita)
Migration Policymaking in Europe : The Dynamics of Actors and Contexts in Past and Present (ita)
This important work analyses immigration and immigrant inclusion policies in ten European countries, examining how such policies are formed and subsequently implemented. The study singles out the important role of usually overlooked factors and actors that significantly affect policymaking alongside the formal legal framework. It also identifies similarities and diversities in European immigration policies.
Autori: Giovanna Zincone, Rinus Penninx, Maren Borkert
Casa editrice: Amsterdam University Press, Amsterdam
Anno di pubblicazione: 2011
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Religione all'italiana (ita)
Da sempre nazione cattolica per antonomasia, in tempi recenti l'Italia ha distillato un cocktail religioso in cui agli ingredienti risaputi del passato si mescolano quelli insoliti del presente: una chiesa sempre (più) attiva nell'arena pubblica, che dà battaglia sui temi della vita, della famiglia e della bioetica, ma anche molte persone che si definiscono cattoliche pur vivendo in modo del tutto secolarizzato; l'emergere di individualismi religiosi e spiritualità alternative, accanto a una fede tradizionale riscoperta grazie agli immigrati musulmani; un sentimento religioso più diffuso e una maggior presenza ai riti rispetto ad altri paesi europei, ma anche la prevalenza di una fede dubbiosa su quella certa; una nuova voglia di sacro e di figure religiose carismatiche, insieme alla crescita di un'"appartenenza senza credenza”. Uscita in libreria: 3 novembre 2011 | Il Mulino
Da “Essere musulmani in Italia” di R. Ricucci , in "La religione all’italiana"
Secondo le stime più recenti della Caritas/Migrantesi i musulmani in Italia sarebbero circa un milione e mezzo, per una presenza che risulta più che raddoppiata negli ultimi dieci anniii. Questa forte diffusione sul territorio nazionale è al centro del dibattito pubblico da quando l’immigrazione maghrebina (ma non solo essa) ha reso evidente che erano presenti nei nostri ambienti forme e pratiche religiose estranee alla nostra tradizione. Alcune ormai non fanno più scalpore, come la dieta differenziata nelle scuole e negli ospedali o la richiesta di corsi di lingua araba sempre nelle scuole. Altre continuano a dividere gli animi, ad esempio la costruzione delle moscheeiii, la possibilità o la richiesta da parte dei musulmani di assentarsi dalla scuola o dal lavoro il venerdì (giorno della preghiera); e, ancora, l’istituzione di scuole islamiche. Sfaccettature di una questione più ampia, ovvero la tutela della libertà religiosa di una minoranza ormai inserita a vario titolo nel tessuto socio-economico del paeseiv. Di fronte all’islam emergono le tensioni e i timori che l’Italia ha nei confronti di una religione che l’opinione pubblica considera ‘degli immigrati’, sovente senza accorgersi che molti di loro sono già cittadini italiani (o lo diventeranno). Gran parte di essi ha ormai familiarità con gli stili di vita occidentali, crescono nelle nostre scuole, parlano senza problemi la nostra lingua, sono bene o male inseriti nel mondo del lavoro. L’idea delle persone più aperte è che stia nascendo una nuova figura, quella del ‘cittadino italiano di religione musulmana’, alla stessa stregua degli italiani di religione ebraica o protestante o cattolica, parte integrante del nostro paese. Alcuni esempi di questa nuova figura sono rappresentati dai ‘convertiti’, dagli italiani divenuti musulmaniv; altri sono i figli dell’immigrazione, le seconde generazionivi.
Questo potrà forse essere lo scenario futuro, ma oggi, nel presente, come viene percepita in Italia la religione di Allah? Che cosa pensano gli italiani della presenza islamica nel paese? Sono favorevoli o contrari al fatto che i musulmani in Italia conservino la loro cultura e i loro costumi? Fino a che punto ritengono che si debbano rispettare i diritti di questa minoranza religiosa? Quale è la loro posizione su questioni che accendono il dibattito pubblico in molte nazioni europee, come l’uso del velo a scuola da parte delle ragazze musulmane, o la domanda di scuole islamiche per i propri fedeli, o la riproposizione nei paesi europei di norme usanze tipiche dei paesi islamici ma che contrastano o offendono la cultura occidentale?
i Il Dossier Immigrazione della Caritas/Migrantes offre da vent’anni un’analisi della presenza straniera in Italia, inclusa la stima della loro appartenenza religiosa.
ii Caritas/Migrantes [2000; 2010].
iii Sul dibattito inerente la costruzione di moschee si veda Allievi [2010].
iv Per un inquadramento della relazione fra Islam e società europee si veda: Vertovec e Peach [1997]; Cesari e McLoughlin [2005], Maussen [2007].
v Allievi [1999].
vi Frisina [2007].
Generazione Erasmus (ita)
Noi italiani siamo su un bus che viaggia al buio. E nel buio abbiamo paura di tutto quello che si muove. E dire che già tradizionalmente i cambiamenti non sono mai stati il nostro piatto forte. E dire che oggi, poi, tutto si muove veloce. Si muovono i popoli, si muovono le merci, si muovono le malattie e si muovono anche i giovani. Questo libro ha l'ambizione di puntare su tre elementi: l'energia, la formazione e l'idea. L'energia: vantaggio di un'età giovane che guarda a questo periodo di stagnazione come un'opportunità. La formazione: su cui l'Europa ha puntato quando ha investito milioni e speranze in programmi di studio come l'Erasmus (ma non solo), quando ha investito con brillante visione in una formazione che leggesse oltre i confini stabiliti a metà del '600 e presto destinati ad essere spazzati via. E un'idea che, con rispetto, mette nei libri di storia il confronto tra destra e sinistra, e invece contrappone a un approccio localista (modello di gestione dell'esclusione) un approccio internazionalista (modello di gestione dell'inclusione).
Vogliamo guardare al futuro in maniera costruttiva e positiva, fiduciosi di essere stati preparati per farlo, per questo motivo il percorso di letture e approfondimenti si apre con la prefazione di Hywel Ceri Jones, fondatore del programma Erasmus: 2 milioni di studenti, 33 Paesi coinvolti (5 candidati), oltre 2.200 Università aderenti. Una sfida vinta e da qui si deve iniziare!
La lettura di questo libro è rivolta a tutti coloro che in ambito politico a vario titolo "decidono"e a quanti, studiosi o semplicemente interessati, hanno a cuore il futuro del nostro Paese.
Uscita in libreria: 28 aprile 2011 | FrancoAngeli
Hywel Ceri Jones: ex Direttore Generale della Commissione Europea, fondatore dei Programmi Erasmus, Comett, Tempus, Lingua e Youth for Europe.
Francesco Cappè: funzionario delle Nazioni Unite presso l'UNICRI, Capo del Laboratorio UNICRI sulle politiche di gestione della sicurezza e anti-terrorismo, membro della Task Force del Segretario Generale dell'ONU contro il Terrorismo, è stato Vice Direttore del Centro per i Diritti Umani, Università di Pisa. Autore di pubblicazioni su analisi strategiche e relazioni internazionali e di docenze presso università e centri studio italiani e stranieri.
Indice
Nota del curatore
Hywel Ceri Jones, Preface. The Erasmus Generation
Hywel Ceri Jones, Prefazione. La Generazione Erasmus
Francesco Cappè, Generazione Erasmus dalle nuove idee
Filippo Taddei, Quando lavorare non basta: l'economia italiana tra le difficoltà del presente e le speranze per il futuro
Gianluca Ansalone, Il prisma della sicurezza
Francesco Candelari, Le opportunità della generazione in rete
Marcello Di Filippo, Nuovi ruoli per i cittadini e lo Stato nella governance internazionale ed europea
Federico Marcon, La formazione per un futuro già presente
Viviana Premazzi, Una nuova generazione "diversamente" italiana
Nicolò Russo Perez, Thinking outside the box. Tracce di internazionalità nel panorama delle fondazioni
Manuela Brunero, La buia notte della ricerca
Nota conclusiva
Gli autori. (ita)
Crescere in Italia (ita)
Dall’intercultura all’inclusione sociale Esperienze di educazione dentro e fuori la scuola
Il volume intende riflettere sulle progettualità e sulle esperienze di alcune regioni italiane in materia d’inclusione scolastica, individuata come lente attraverso cui leggere opportunità e limiti del rapporto fra mondo istituzionale e mondo del privato sociale, punti di forza e di debolezza di comunità locali in cerca di un equilibrio fra le migrazioni di ieri e quelle di oggi, e alle prese con sfide educative di ampia portata e interesse.
L’obiettivo non è tanto quello di mettere in mostra buone pratiche, quanto di rendere conto di pregi e limiti di azioni e progetti, di modalità operative e gestionali, ad oggi in uso per affrontare e combattere disagio ed esclusione. Il volume, pertanto, s’indirizza a quanti si preparano a svolgere, e a coloro che già svolgono, ruoli educativi e formativi, ma anche organizzativi, gestionali e decisionali, intrecciando la riflessione sociologica e
psico-educativa sui cambiamenti e sulle trasformazioni di tali responsabilità con la pratica ordinaria dell’accompagnamento e della formazione delle giovani generazioni.
Uscita in libreria: 30 novembre 2010 | Edizioni Unicopli
Francesca Galloni è psicologa e dottore di ricerca in Scienze dell’Educazione. Ha svolto attività di ricerca per Università, enti pubblici e privati, realizzando anche alcune pubblicazioni: la più recente è Giovani indiani a Cremona (CISU, 2009). Lavora come formatrice e psicologa nell’àmbito scolastico e interculturale.
Roberta Ricucci svolge la sua attività di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Torino e FIERI. Ha pubblicato diversi contributi sui temi dell’inserimento scolastico e dell’identità sociale dei figli dell’immigrazione.
Indice
Presentazione, di Francesca Gobbo
Introduzione, di Francesca Galloni e Roberta Ricucci
- Dentro e fuori la scuola: vecchie e nuove sfide educative, di Roberta Ricucci
- Andare a scuola nell’era della knowledge economy, di Roberta Ricucci
- Educare a scuola, ma non solo, di Francesca Galloni
- Dalla sperimentazione alla condivisione: che fine fanno le buone pratiche?, di Francesca Galloni
- Oltre i progetti: limiti e opportunità del presente, di Francesca Galloni e Roberta Ricucci
Bibliografia (ita)


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