Convegno: Alterità - Rappresentazioni, politiche e pratiche di resistenza (ita)
Data: 11.01.2012
Si terrà il 19 e 20 gennaio 2012 il Convegno annuale del Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università di Torino, nella Palazzina Einaudi in Corso Regina Margherita 60, Aule 6 e 7.(ita)
I processi di costruzione di alterità e le politiche concepite per governarla individuano ambiti di riflessione “classici” per le scienze sociali e la sociologia in particolare. Il quotidiano moltiplicarsi di identità, differenze e confini assume poi una visibilità e una rilevanza politica che ci interrogano in maniera pressante in quanto cittadini ed esperti.
Le alterità sono innanzitutto oggetto di rappresentazioni messe in forma tanto da saperi esperti, quanto dal senso comune; rappresentazioni il cui rilievo – come ovvio – non si esaurisce sul terreno dei discorsi, ma che si mostra innanzitutto nell’agire di individui e istituzioni.
Il governo di queste distinzioni prende poi la forma, presentata come necessaria e quindi legittima, di un vasto insieme di politiche che, a loro volta, producono e riproducono, nuovi confini, accessi e divieti e che, spesso, trasformano le differenze in disuguaglianze.
Rappresentazioni e politiche declinate nel registro dello stigma e del confinamento suscitano – non di rado, ma in modo tutt’altro che automatico – pratiche di resistenza poste in essere da individui e gruppi che si propongono di convertire lo stigma in carisma, di fare della propria differenza una ragione forte di orgoglio.
La dialettica tra rappresentazioni, politiche e pratiche di resistenza costituisce dunque uno dei modi possibili per indagare la società e le sue trasformazioni, uno schema interpretativo nato a cavallo tra la filosofia, la storia e la sociologia.
È legittimo dunque chiedersi fino a quale punto questa dialettica possa valere per le società nelle quali viviamo e delle quali siamo interpreti oggi, così come rimane ancora intatta l’esigenza di riflettere sui meccanismi che hanno contribuito nel tempo alla definizione delle rappresentazioni sociali, delle politiche e delle pratiche di resistenza e osservarne le caratteristiche attuali o emergenti.
Dalla corporeità, passando per le preferenze sessuali e politiche, le appartenenze individuali e collettive, le pratiche e gli stili di vita, la costruzione spaziale, politica, scientifica delle istituzioni, dei luoghi e delle realtà che hanno un significato per gli attori coinvolti, tutto questo può fornire altrettanti esempi di produzione di alterità.
(ita)
Le alterità sono innanzitutto oggetto di rappresentazioni messe in forma tanto da saperi esperti, quanto dal senso comune; rappresentazioni il cui rilievo – come ovvio – non si esaurisce sul terreno dei discorsi, ma che si mostra innanzitutto nell’agire di individui e istituzioni.
Il governo di queste distinzioni prende poi la forma, presentata come necessaria e quindi legittima, di un vasto insieme di politiche che, a loro volta, producono e riproducono, nuovi confini, accessi e divieti e che, spesso, trasformano le differenze in disuguaglianze.
Rappresentazioni e politiche declinate nel registro dello stigma e del confinamento suscitano – non di rado, ma in modo tutt’altro che automatico – pratiche di resistenza poste in essere da individui e gruppi che si propongono di convertire lo stigma in carisma, di fare della propria differenza una ragione forte di orgoglio.
La dialettica tra rappresentazioni, politiche e pratiche di resistenza costituisce dunque uno dei modi possibili per indagare la società e le sue trasformazioni, uno schema interpretativo nato a cavallo tra la filosofia, la storia e la sociologia.
È legittimo dunque chiedersi fino a quale punto questa dialettica possa valere per le società nelle quali viviamo e delle quali siamo interpreti oggi, così come rimane ancora intatta l’esigenza di riflettere sui meccanismi che hanno contribuito nel tempo alla definizione delle rappresentazioni sociali, delle politiche e delle pratiche di resistenza e osservarne le caratteristiche attuali o emergenti.
Dalla corporeità, passando per le preferenze sessuali e politiche, le appartenenze individuali e collettive, le pratiche e gli stili di vita, la costruzione spaziale, politica, scientifica delle istituzioni, dei luoghi e delle realtà che hanno un significato per gli attori coinvolti, tutto questo può fornire altrettanti esempi di produzione di alterità.
(ita)



