Analisi e commenti

  • Dicembre
    Data: 16.12.2009
    L'11 dicembre, il Consiglio europeo ha adottato il "Programma di Stoccolma" (riferimento ufficiale: doc. 17024/09; per la genesi del documento, clicca qui).
    Si tratta di un documento programmatico importante, che fissa le linee-guida delle politiche dell'Unione europea per lo sviluppo dello "Spazio di libertà, sicurezza e giustizia" (ambito in cui rientra il nucleo principale delle politiche migratorie) nel prossimo quinquennio. A partire da questa pagina è disponibile una approfondita analisi critica compiuta da Liz Collett, senior policy analyst al European Policy Centre (EPC) di Bruxelles, con una prefazione del direttore di FIERI, Ferruccio Pastore.
    Data: 05.12.2009

    Ferruccio Pastore, 3 dicembre 2009
    Questo articolo esce in contemporanea su www.affarinternazionali.it, Rivista online di politica, strategia ed economia.

    L'immigrazione è un fenomeno che muta di continuo, nello spazio e nel tempo. Per conoscerlo, presupposto ovvio al fine di governarlo, sono quindi necessarie strategie di ricerca comparative e continuative. Ma queste richiedono capacità di collaborazione e risorse; per questo, sono poco, troppo poco diffuse. Un'eccezione importante è il Transatlantic Trends: Immigration (TTI), articolato sondaggio degli atteggiamenti delle opinioni pubbliche in otto paesi avanzati (due nord-americani: Canada e Usa; sei europei: Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna), condotto per il secondo anno consecutivo da un consorzio di fondazioni europee e statunitensi tra cui la Compagnia di San Paolo e il German Marshall Fund of the United States.

    Data: 04.12.2009
    Giovanna Zincone, La Stampa 4 Dicembre 2009

    Il rapporto privilegiato Bossi Berlusconi è una premessa e una conseguenza delle tensioni con Fini. Se, come è probabile, lo scontro recente accentuerà il patto tra i due leader, a farne le spese potrebbero essere gli immigrati. Perché i loro diritti fanno parte di un facile baratto politico. Non se ne torneranno a casa loro, come Bossi ha auspicato di recente, perché questo significherebbe il collasso della nostra società e della nostra economia. E troppi produttori e famiglie che votano Lega lo sanno. Il punto è se sarà ancora politicamente possibile adottare provvedimenti che facilitino la loro integrazione.

  • Novembre
    Data: 25.11.2009

    di Asher Colombo - 27 novembre 2009 [1]

    Pochi osservatori ed esperti nutrono oggi dubbi sul fatto che l’emersione collegata alle norme anticrisi emanate da Tremonti nell’agosto di quest’anno – tra sanatorie, regolarizzazioni e decreti flussi estesi, di fatto il settimo allargamento straordinario dal 1986 – sia stata un fallimento, o un flop. Al momento della sua chiusura, il 30 settembre, le domande inviate erano, infatti, “solo” 294.744.

    Data: 17.11.2009
    E' disponibile nelle librerie l'ultimo volume della collana di FIERI pubblicata da Carocci, da titolo "La casa lontano da casa", di Irene Ponzo. I volume è stato presentato alla Feltrinelli di Torino. Abbiamo chiesto all'autrice di spiegare alcuni degli aspetti più interessanti della ricerca e quali siano i risultati cui si è giunti.


  • Ottobre
    Data: 29.10.2009
    Giovanna Zincone, La Stampa 29 Ottobre 2009

    È rapida, consistente, supera ormai la media europea, ha cospicue immissioni di irregolari, è ben radicata nel tessuto sociale. Nel Dossier Statistico sull’immigrazione italiana, presentato ieri da Caritas, questi caratteri emergono chiaramente. Gli immigrati sono circa 4.300.000, il 7,2% della popolazione. Con Spagna (+ 726%) e Irlanda (+400%), l’Italia (+ 292%) è tra i paesi europei che hanno visto moltiplicare più in fretta la quantità di stranieri negli ultimi 10 anni.


    Data: 28.10.2009
    La politica migratoria italiana attraversa una fase di convulse trasformazioni. Questo è evidente a livello nazionale, dove il processo di implementazione della legge 94/2009 (“Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”) si è avviato in maniera contrastata e piuttosto confusa. Intanto, la regolarizzazione settoriale disposta con il decreto-legge anticrisi di luglio (convertito inlegge 102/2009) ha prodotto effetti significativi, che possono apparire modesti solo in relazione a stime iniziali forse azzardate.
    Data: 22.10.2009
    Giovanna Zincone, La Stampa 22 Ottobre 2009

    Un gruppo trasversale di parlamentari (PdL, PD, UDC, IdV) appare decisamente intenzionato a rimettere in moto il treno dell’integrazione. La linea su cui il treno è avviato è chiara: ai doveri, ai comportamenti virtuosi che esigiamo dagli immigrati, devono corrispondere anche meritati diritti. Riparte quindi la proposta di fare uno sconto sui tempi di attesa per ottenere la cittadinanza italiana: uno sconto riservato a quegli immigrati regolari che dimostrino di conoscere sufficientemente la nostra lingua, la vita civile e i valori costituzionali del nostro paese.
    Data: 21.10.2009
    L’impatto della crisi è fortemente asimmetrico. Essa mette in evidenza fragilità e punti di forza di paesi, settori, categorie, imprese e individui. Questo vale anche, in maniera specifica, per l’impatto della crisi sulle migrazioni e sui migranti. Dalla seconda metà del 2008, il boom migratorio che ha investito la UE negli ultimi anni ha subito un rallentamento. Ma in alcuni paesi, la frenata è assai meno brusca che in altri.

    Data: 09.10.2009
    Un articolo di Ferruccio Pastore ed Elizabeth Collett sulle sfide per la nuova Commissione europea nel campo della politica migratoria.

  • Settembre
    Data: 16.09.2009
    Giovanna Zincone, La Stampa 16 Settembre 2009

    Gli immigrati in Italia già votano alle elezioni amministrative e possono ottenere la cittadinanza dopo 4 anni di residenza. Purché siano comunitari, ad esempio quei rumeni che costituiscono, come è noto, la prima nazionalità nel nostro paese. Visto che i figli minori seguono la cittadinanza dei genitori, ne consegue che un bambino rumeno potrà sperare di diventare italiano dopo 4, mentre il figlio di filippini o canadesi dovrà aspettare 10 anni, il termine previsto attualmente per i non comunitari.

  • Agosto
    Data: 04.08.2009
    E' stato presentato il 3 luglio scorso il Rapporto 2008 sull'Immigrazione in Piemonte a cura dell'Osservatorio sull'Immigrazione in Piemonte dell'IRES e  dell'Assessorato al Welfare e lavoro della Regione Piemonte.
    Presentiamo in questa sede due approfondimenti sul tema:

     L'intervista ad Enrico Allasino (Osservatorio sull'Immigrazione) sui proncipali temi toccati dal Rapporto

     Il commento di Roberta Ricucci (FIERI) sugli aspetti più rilevanti che emergono dal Rapporto
    Data: 04.08.2009
    A cura di Matteo Scali

    Ascolta l'intervista ad Enrico Allasino, sul Rapporto 2008 sull'Immigrazione in Piemonte dell'IRES.

    Data: 04.08.2009

    Una presenza più strutturale, ma anche più fragile
    Come cambia l’immigrazione in Piemonte.

    Roberta Ricucci, FIERI, 26 luglio 2009

    Lo sguardo a livello locale offre sempre spunti utili per la lettura dei fenomeni che attraversano la società nel suo complesso, come quello dell’immigrazione. Una maggiore disponibilità di dati e risorse conoscitive, infatti, consente approfondimenti e analisi in misura più puntuale di quanto non possa avvenire guardando al solo livello nazionale [1]. Un esempio in tal senso ci viene dall’ultimo rapporto sull’immigrazione in Piemonte [2]. Il volume presenta a studiosi e operatori del settore una lettura della dinamica migratoria e delle sue trasformazioni a livello regionale, all’interno di uno scenario nazionale anch’esso in rapida evoluzione, come dimostrano la Relazione sul 2008 e lo studio sull’economia delle Regioni italiane nel 2008, recentemente pubblicati dalla Banca d’Italia.


  • Luglio
    Data: 22.07.2009
    Ferruccio Pastore, Ettore Recchi, Aspenia 45: Krìsis: stati, mercati, monete, Aspen Institute Italia, giugno 2009, www.aspeninstitute.it

    Le due ondate di allargamento a est dell’Unione europea hanno determinato, nell’ultimo quinquennio, un’intensa crescita della mobilità intra-europea. Nel contempo, e di riflesso, il tema della libertà di circolazione all’interno dello spazio comunitario ha subito un processo di forte politicizzazione. La crisi in corso ha ridotto gli incentivi alla mobilità e innescato reazioni restrittive, che hanno direttamente o indirettamente riguardato anche le migrazioni comunitarie. Come ha sottolineato l’OCSE in un importante rapporto recente, la flessibilità è un importante attributo delle politiche migratorie, che devono saper rispondere alla contingenza. Ma la mobilità umana rimane un valore, anche economico, specialmente all’interno dello spazio europeo. Se ne dimostra convinta la Commissione europea che, in questi giorni, ha propostol’abolizione dell’obbligo di visto per soggiorni brevi nella UE, per i cittadini di Macedonia, Serbia e Montenegro (ma non, è questa esclusione sta animando polemiche, Albania e Bosnia Erzegovina).

    Data: 15.07.2009
    Ferruccio Pastore, Direttore, FIERI

    Da mesi, ormai, si protrae un dibattito acceso, e spesso confuso, sul futuro della politica migratoria italiana. L'iter parlamentare del ddl n. 733 bis, colonna portante del cosiddetto pacchetto-sicurezza, si è appena concluso. Subito dopo, però, ha preso il via il confronto politico su ipotesi di regolarizzazione, che fino al giorno prima erano state escluse. Simili contraddizioni possono indubbiamente disorientare, ma non sono affatto inedite nella storia ormai più che ventennale delle politiche italiane in tema di immigrazione. Proprio in momenti come questi, una prospettiva di lungo periodo può aiutare a orientarsi nel tumulto dell'attualità.

    Data: 07.07.2009
    Giovanna Zincone, La Stampa 07 Luglio 2009

    Dichiarazioni forti e chiare di eminenti personalità politiche sono spesso seguite da fulminee smentite. Ci siamo abituati, ma questo comincia a capitare anche alle leggi. Forse perché sempre più spesso vogliono essere soprattutto dichiarazioni forti e chiare, poco consapevoli delle loro conseguenze sulla vita reale. La legge sulla sicurezza costituisce un eccellente esempio di questo stile. Vediamo perché.

    Data: 01.07.2009
    Ferruccio Pastore, 1 luglio 2009

    Spenti i riflettori, che cosa ritenere della recente tornata elettorale europea? Intanto, qualche dato di fondo: se tralasciamo la straordinaria anomalia delle elezioni indiane (nel 2009: 714 milioni di aventi diritto al voto, tasso di partecipazione appena sotto al 60%, partiti fondamentalisti sconfitti), le europee di giugno sono state le più grandi consultazioni democratiche della storia. Un faraonico rito continentale, che per la prima volta ha sancito la riunificazione democratica dell'Europa, ormai quasi completa dopo il duplice allargamento del 2004 e del 2007. Il flop in termini di partecipazione ha però completamente oscurato la valenza storica dell'evento.

    Data: 01.07.2009
    di Matteo Scali, 01 Luglio 2009

    Una delle principali novità delle elezioni europee 2009 è la crescita sostanziosa, in diversi paesi, di partiti e movimenti apertamente xenofobi (e in certi casi esplicitamente razzisti). Proponiamo qui di seguito una sintesi dei risultati di queste formazioni nei paesi dove questa tendenza si è manifestata con maggiore evidenza. La scelta dei casi presentati è fondata su una analisi preliminare delle piattaforme dei partiti citati e di una serie di commenti pubblicati in questi giorni. Questa scheda non ha la pretesa di fornire una analisi comparativa della diffusione di proposte politiche e opinioni apertamente xenofobe e/o razziste nella UE a 27.

  • Maggio
    Data: 23.05.2009
    I diritti dei migranti e l’identità degli europei

    Ferruccio Pastore (direttore, FIERI)

    Relazione svolta al convegno su “L’Europa del futuro: spazio dei diritti o dell’esclusione?”, organizzata da ARCI e Migreurop, Genova, 23 maggio 2009.


    Data: 20.05.2009
    Articolo di Ferruccio Pastore, Direttore di FIERI, pubblicato sul quotidiano Europa, il 13 maggio 2009

    Ha ragione il ministro dell’interno: le intercettazioni in alto mare effettuate a partire dal 7 maggio scorso rappresentano una «svolta storica». Non solo in senso politico, ma anche tecnico. Per capire, bisogna fare un salto indietro di dodici anni, quando la “emergenza clandestini” era localizzata nel Canale di Otranto. Nel 1997, oltre 100 migranti in provenienza dall’Albania morirono nell’affondamento della motovedetta Kater i Rades, speronata colposamente dalla nave italiana “Sibilla”.

    Data: 13.05.2009
    Cooperative migration management in a time of crisis

    Ferruccio Pastore (Direttore, FIERI)

    Relazione svolta al workshop su “EU External relations and migration. Sustainable implementation of theGlobal Approach”, European Policy Centre (EPC), Bruxelles, 13 maggio 2009.

  • Aprile
    Data: 03.04.2009
    Gli sbarchi clandestini e le politiche migratorie europee: il gatto che si morde la coda.

    Con un articolo di approfondimento agli ultimi eventi avvenuti al largo della Libia, Eleonora Castagnone (ricercatrice presso FIERI) inaugura l’apertura della nuova sezione dedicata alle migrazioni del Blog Africa del Sole 24 Ore.
  • Marzo
    Data: 05.03.2009
    Articolo tratto da www.nelmerito.com a cura di Tiziana Caponio | 26 febbraio 2009
    Il testo è posto sotto la Licenza Creative Commons BY-NC-ND 2.5

    Se è il pacchetto sicurezza attualmente in discussione alla Camera a catalizzare l’attenzione di media e operatori dell’immigrazione, in realtà le politiche migratorie di questi primi mesi del quarto governo Berlusconi vanno ben oltre e si situano chiaramente in continuità con il tracciato già segnato dalla legge Bossi-Fini e per nulla intaccato dai due anni di governo Prodi. Due ne appaiono le linee caratterizzanti: l’irrigidimento delle norme contro quanti sono presenti clandestinamente nel nostro paese; la rimessa in discussione dello status degli immigrati regolarmente soggiornanti, reso sempre più precario e incerto. Nel complesso, si delinea una politica di non integrazione chiaramente in contraddizione con un contesto sociale che, anche in tempi di recessione, non sembra poter del tutto fare a meno del lavoro immigrato, soprattutto nei servizi di cura ma anche nelle mansioni meno qualificate nel settore agricolo e industriale.
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